Dopo la gravidanza e il parto, molte donne desiderano tornare alla corsa, agonistica o amatoriale. La scelta di riprendere l’attività sportiva  è positiva, perché permette dalla donna di rimettersi in forma e di riconquistare uno spazio personale che regala benefici fisici e psichici. Occorre però che il rientro avvenga gradualmente, nel rispetto degli adattamenti e dei cambiamenti che il corpo deve attuare per riacquistare la condizione pre-gravidanza.

Prima di ritornare all’attività sportiva, è importante che la donna riceva consigli personalizzati, un programma che deve innanzitutto includere  un corretto rinforzo dei muscoli del pavimento pelvico. Infatti, dopo il parto, i muscoli di questo distretto risultano molto indeboliti e se sottoposti a sollecitazioni importanti possono insorgere disturbi severi come incontinenza, prolasso, lombalgia. Considera che questi muscoli hanno sostenuto il peso del feto, della placenta e del liquido amniotico per mesi!

Per prima cosa, quindi, occorre riabilitare le funzioni del pavimento pelvico affidandosi a figure specializzate in questo ambito. Con la dottoressa Marie-Charlotte Wanet, fisioterapista specializzata in riabilitazione pelvico-perineale, vogliamo darvi 5 consigli per ritornare a correre dopo il parto in sicurezza.

5 consigli per riprendere a correre in sicurezza dopo il parto

“Il consiglio più importante – spiega la dottoressa Wanet – è quello di non avere fretta perché il corpo ha bisogno di tempo per ristabilirsi. Quindi, e questo vale soprattutto per le atlete professioniste, è importante adottare un approccio mentale da principiante, che prevede riduzione dei carichi e dei livelli di intensità”.

  • Le prime 3 settimane utilizzale per recuperare, riposando ed evitando sforzi. Le strutture muscolo-tendinee del bacino  sono ancora deboli e l’utero pesante.
  • Affidati alla fisioterapia, a una figura professionale specializzata nella riabilitazione pelvica. Fino alla 12a settimana ti consiglierà esercizi di mobilità passiva a lettino per poi passare gradualmente alla mobilità attiva in verticalità.
  •  Dopo la 12a settimana chiedete  alla fisioterapista di effettuare un test per il rientro allo sport, oltre alla valutazione dei muscoli del perineo per verificarne tonicità e funzionalità.
  • Il ritorno all’attività sportiva richiede un intervento multisciplinare. Non indugiate quindi a chiedere più pareri: all fisioterapista, al  ginecologo, alla nutrizionista per un piano alimentare e, non ultimo,  a un personal trainer per un programma di rientro graduale e personalizzato.
  • Assicurati che il programma di rientro tenga conto di tutti i fattori che riguardano la sfera materna: la privazione del sonno, l’allattamento, la gestione di famiglia e lavoro, un eventuale taglio cesareo. Questo per evitare un sovraccarico eccessivo di lavoro fisico e di impegni che porterebbero a un eccessivo stato di stress.
Ascoltate i segnali del vostro corpo!

“Un’ultima ma non meno importante raccomandazione è quella di evitare ogni tipo di attività fisica in presenza di dolore o di senso di pesantezza perineale, perdita di urina/gas/feci durante lo sforzo, prolasso degli organi pelvici, dolori addominali e lombari, intorno alla cicatrice, protusione della parte centrale dell’addome per una probabile diastasi dei retti . In tutti questi casi – conclude la dottoressa Wanet – rivolgetevi al vostro ginecologo per accertamenti”.

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