Lavorare da casa comincia a pesare? Eccovi allora 5 consigli per sopravvivere allo smart working, il lavoro “agile”.

Tra i cambiamenti più drastici imposti dalla pandemia c’è sicuramente quello legato al lavoro e il termine smart working  è ormai entrato nel nostro lessico quotidiano.  Anche se, ci bacchettano gli anglosassoni, il termine corretto sarebbe working from home, da cui l’acronimo W.F.H., oppure remote working. Ma lo scopo di questo articolo non è certo quello di disquisire sulla terminologia.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali definisce lo smart working come “una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e un’organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività”.

Le aziende hanno accolto con entusiasmo questa modalità di lavoro

Secondo l’Istituto nazionale di statistica, il 90% delle grandi imprese (250 addetti e oltre) e il 73,1% delle imprese di dimensione media (50-249 addetti) hanno introdotto o esteso lo smart working durante l’emergenza Covid-19. La novità è piaciuta anche alle aziende di dimensioni più piccole (37,2%) e alle micro-imprese (18,3%), che si sono subito attivate per estendere il lavoro da casa ai propri dipendenti.

Lo smart working è più pesante per le donne

La prima indagine sullo smart working (non ha valore scientifico) promossa dall’area politiche di genere della Cgil nazionale realizzata insieme alla Fondazione Di Vittorio, ha stabilito che per le donne questa modalità di lavoro è meno indifferente e soprattutto più pesante, complicata, alienante e stressante. A differenza degli uomini per i quali, oltre ad essere più stimolante e soddisfacente, è maggiore l’indifferenza rispetto al lavoro tradizionale.

 

Ragazza che morde una penna davanti al computer
Lavorare da casa può essere stressante
Manca il rapporto con i colleghi e una pianificazione degli orari di lavoro

“Le persone lamentano soprattutto la mancanza dei rapporti interpersonali con i colleghi. Oltre a questo, hanno difficoltà ad organizzare la giornata lavorativa, con un inizio, una fine e le giuste pause. Soprattutto per le donne, poi, il lavoro daa casa si confonde spesso con il lavoro domestico e la cura dei figli. Il che si traduce in una fatica maggiore e tanto stress “, ha precisato Maria Chiara Crippa, psicologa.

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Anche LinkedIn ha voluto vederci chiaro

Una ricerca svolta da LinkedIn (il social network dedicato al mondo del lavoro) sulle conseguenze dello smart working ha messo in evidenza che:

  • Il 46% dei lavoratori italiani si sente più ansioso o stressato perché lavora da casa
  • Il 48% dei lavoratori italiani ha lavorato più ore da casa
  • Il 18% ha riscontrato un impatto negativo sulla propria salute mentale
  • Il 16% teme che la propria azienda possa licenziarlo al termine del lockdown
Normalizzare la situazione è la prima mossa

Come vivere al meglio il lavoro da casa? Ecco 5 consigli della dottoressa Maria Chiara Crippa per sopravvivere allo smart working.

  1. Create una postazione dove poter lavorare tranquillamente; fissate inoltre delle regole affinché gli altri membri della famiglia imparino a rispettare i vostri spazi e gli orari di lavoro
  2. Adottate le stesse pause del lavoro in azienda, come il caffè a metà mattina o al pomeriggio e quella per il pranzo. Se avete un bar sotto casa, approfittate dell’asporto per fare due passi e rilassarvi
  3. Fate in modo che i colleghi e i vostri superiori rispettino gli orari di lavoro. Se proprio non si tratta di una questione di vita o di morte, evitate di rispondere ai messaggi o alle e-mail dopo cena. Creare dei confini intorno alla proprio vita privata è importante
  4. Continuate a prendervi cura della vostra persona. Questo significa non restare in tuta e ciabatte tutto il giorno, truccarsi, farsi la barba. Nella pausa pranzo frequentavate una palestra? Bene, mantenete l’abitudine  con dei corsi online, oppure praticando uno sport outdoor: corsa, bici, camminata. L’attività fisica è sempre permessa.
  5. Normalizzate la situazione, date un valore alle vostre giornate anche se difficili e differenti da quelle che siete sempre stati abituati a vivere. E se vi manca la socializzazione, potreste ad esempio  ricreare delle chat tra colleghi per riprodurre i momenti di pausa caffè e scambiare qualche chiacchiera.

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Per appuntamenti con la dottoressa Maria Chiara Crippa: 035 219.238; [email protected]

 

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