Il Carnevale è una festa legata al cibo e al divertimento. Anche se festeggiata nel mondo cattolico e cristiano,  le sue origini vanno però ricercate in epoche molto più remote, quando la religione dominante era quella pagana.

La ricorrenza infatti, trae le proprie origini dai Saturnali della Roma antica o dalle feste dionisiache del periodo classico greco. 

Durante queste festività era lecito lasciarsi andare, liberarsi da obblighi e impegni, per dedicarsi allo scherzo e al gioco. Mascherarsi, inoltre, rendeva irriconoscibili il ricco e il povero, e scomparivano così le differenze sociali. Una volta terminate le feste, il rigore e l’ordine tornavano a dettare legge nella società.

Il Carnevale è da sempre legato a doppio filo con le tradizioni gastronomiche. Non a caso, la parola stessa “carnevale” deriva dal latino “carnem levare , eliminare la carne, poiché anticamente indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di carnevale (il martedì grasso) prima del periodo di astinenza e digiuno dettato dalla Quaresima quando i fedeli si astenevano dal consumo di carne e altri alimenti ricchi.

Le specialità di Carnevale riflettono la tradizione di abbondanza. In Italia troviamo i dolci fritti come le chiacchiere, le frittelle e le castagnole, ricchi di zuccheri e grassi. Questa abbondanza di cibi calorici aveva una logica precisa: permetteva di accumulare energie prima del periodo di digiuno quaresimale.

A livello psicologico, i dolci di Carnevale evocano spesso ricordi d’infanzia e momenti di gioia condivisa. Il profumo delle chiacchiere o delle frittelle che friggono riporta molte persone indietro nel tempo, alla cucina della nonna o ai momenti festivi in famiglia.

Questa connessione nostalgica genera sensazioni di comfort emotivo e felicità.

Il consumo di questi dolci tipici stimola anche il rilascio di serotonina e dopamina, i “neurotrasmettitori del benessere”, grazie all’alto contenuto di zuccheri e grassi. Questo effetto biologico si somma al piacere psicologico della trasgressione consentita: durante il Carnevale ci si sente “autorizzati” a indulgere in cibi generalmente considerati proibiti o eccessivi, creando un senso di libertà e spensieratezza che si allinea perfettamente con lo spirito della festa.

La condivisione di questi cibi festivi rafforza inoltre i legami sociali. Preparare e consumare insieme i dolci di Carnevale crea momenti di convivialità e connessione emotiva. Non è raro che le ricette vengano tramandate di generazione in generazione, caricandosi di significati affettivi e diventando parte importante dell’identità familiare e culturale..

Oggi, pur mantenendo vive queste tradizioni golose, possiamo reinterpretare il Carnevale in chiave più salutare. Per esempio, è possibile preparare versioni più leggere dei dolci tradizionali, utilizzando la cottura al forno invece della frittura, o introducendo ingredienti integrali e riducendo lo zucchero.

E se vogliamo toglierci qualche sfizio in questi momenti di festa e goderci qualche dolce, possiamo tranquillamente farlo senza eccedere e bilanciando con scelte alimentari più consapevoli nel quotidiano.

In conclusione, a Carnevale via libera al cibo sano e al divertimento!

 

Per consigli e piani nutrizionali efficaci:

Dott.ssa Laura Rota Nodari

Biologa nutrizionista

Tel. 035.219238; [email protected]

 

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