Le onde d’urto focalizzate rappresentano una modalità terapeutica efficace per trattare la tendinopatia achillea, un disturbo doloroso e invalidante del tendine di Achille. Questa tecnica non invasiva utilizza impulsi acustici ad alta energia per stimolare il processo di guarigione nei tessuti danneggiati del tendine, riducendo il dolore e ripristinando la funzione.

Le onde d’urto focalizzate agiscono attraverso meccanismi multipli. Innanzitutto, promuovono la neovascolarizzazione, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni nell’area colpita. Questo migliora il flusso sanguigno locale, che è essenziale per il trasporto di nutrienti e ossigeno ai tessuti danneggiati, accelerando così il processo di guarigione.

In secondo luogo, le onde d’urto stimolano la rigenerazione tissutale. Questi fattori di crescita attivano le cellule responsabili della produzione di collagene, il principale costituente del tendine, contribuendo alla sua ricostituzione e alla riparazione dei danni.

Un altro meccanismo d’azione delle onde d’urto è la diminuzione della risposta infiammatoria nell’area colpita, con riduzione evidente del dolore

L’efficacia delle onde d’urto focalizzate nel trattamento della tendinopatia achillea è supportata da numerosi studi clinici che hanno dimostrato risultati positivi in termini di riduzione del dolore, miglioramento della funzione e accelerazione della guarigione. Questa terapia è particolarmente utile per i pazienti che non rispondono ai trattamenti conservativi, come il riposo, la terapia fisica e gli anti-infiammatori non steroidei.

Il trattamento con onde d’urto focalizzate è generalmente ben tollerato e ha pochi effetti collaterali. Durante la procedura, il paziente può avvertire una sensazione di pressione o di leggero dolore nell’area trattata, ma questo di solito scompare rapidamente. La maggior parte dei pazienti può riprendere le proprie attività normali poco dopo il trattamento.

Cos’è la tendinopatia achillea?

La tendinopatia achillea è una condizione dolorosa e limitante che colpisce il tendine d’Achille, il tendine più largo e forte del corpo umano. Insorge soprattutto per sovraccarico funzionale: i microtraumi prodotti in modo continuativo causano alterazioni strutturali tendinee che ne riducono la resistenza meccanica.

Il sovraccarico è il nemico numero uno 

Il tendine di Achille, noto anche come tendine calcaneare, collega i muscoli del polpaccio al tallone. È essenziale per la camminata, la corsa e il salto, poiché trasmette la forza generata dai muscoli alla parte posteriore del piede.

Negli atleti che praticano discipline impattanti come, ad esempio la corsa e il salto, tra i fattori principali che possono causare un danno al tendine di Achille abbiamo:

  • errori nell’allenamento
  • ripresa improvvisa dell’attività sportiva dopo un periodo di inattività
  • corsa su terreni irregolari
  • problemi posturali, come ad esempio la pronazione
  • scarpe inadeguate
  • debolezza muscolare dell’arto inferiore

Nonostante sia il tendine più forte e resistente del nostro corpo, presenta scarse capacità riparative, anche per la scarsa vascolarizzazione soprattutto nel corpo centrale. Per questo, chilometro dopo chilometro, tale struttura tende a perdere la normale architettura del collagene di cui è formato. Come conseguenza si ha una diminuzione di forza, resistenza, densità e un aumento della rigidità.

La tendinopatia achillea può essere inserzionale oppure coinvolgere la parte centrale, cioè il corpo. In entrambe le situazioni, l’origine è quasi sempre traumatica, associata ad attività lavorative o sportive.

Tra i fattori di rischio includiamo eventuali patologie sistemiche (es. malattie metaboliche), una struttura anomala del piede, disturbi legati alla biomeccanica della corsa o del cammino.

Onde d’urto + esercizio terapeutico: una combo perfetta!

L’esercizio terapeutico somministrato dal fisioterapista è il trattamento più efficace per la cura della tendinopatia achillea e per la gestione del dolore nelle prime fasi acute della patologia. Se associate all’esercizio, terapie fisiche come onde d’urto e tecniche strumentali e manuali portano a un ulteriore miglioramento. L’obiettivo è sempre quello di stressare e stimolare il tendine con l’esercizio attivo affinché possa rigenerarsi ed essere più resistente alle sollecitazioni dei carichi. I tempi di guarigione sono variabili e possono arrivare a sei mesi.

Onde d'urto e tendinopatia achillea
Load management in tendinopathy: Clinical progression for Achilles and patellar tendinopathy
In conclusione, spesso la terapia con onde d’urto focalizzate per la tendinopatia achillea rappresenta un’alternativa valida all’intervento chirurgico. I vantaggi di questa metodica sono la non invasività e il numero limitato di sedute richieste (1-2 cicli di tre sedute ciascuno nell’arco dell’anno).

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