Le onde d’urto focalizzate sono una tecnologia innovativa sempre più utilizzata in fisioterapia e medicina per trattare dolore muscolare, tendiniti e altre patologie. Ma come funzionano? Quali sono i benefici e le controindicazioni? In questo articolo rispondiamo alle domande più comuni su questo trattamento, analizzandone efficacia, applicazioni e tempi di recupero.

Scopri tutto quello che c’è da sapere sulle onde d’urto focalizzate!

Per cosa si utilizzano le onde d’urto focalizzate?

Grazie alla loro azione stimolatrice della riparazione tissutale e alle proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, sono la terapia non invasiva più indicata per il trattamento di lesioni e patologie di tendini e ossa. In modo particolare sono efficaci in caso di: tendinopatie inserzionali, epicondiliti/epitrocleiti (gomito del tennista), tendinite anche calcifica della spalla, del tendine di Achille, fascite plantare, pubalgia.

Come agiscono?

Le onde d’urto inducono una risposta nei tessuti danneggiati, stimolando il processo di auto-riparazione attraverso la riduzione dell’infiammazione, la promozione della neoangiogenesi locale (processo di formazione di vasi sanguigni) e l’attivazione biologica delle cellule coinvolte nella patologia.

Le onde d’urto focalizzate fanno male?

Durante il trattamento è possibile sentire un fastidio più o meno intenso. Questo perché vengono bombardate zone già dolenti e infiammate, dove sono coinvolte fibre nervose sensitive.

Cosa non si può fare dopo un trattamento con le onde d’urto focalizzate?

Dopo la seduta, è sconsigliato assumere antinfiammatori e ghiaccio per almeno 48/72 ore.

Quanto tempo ci mettono le onde d’urto a fare effetto?

I primi benefici si possono sentire dopo circa 3-4 settimane. L’effetto massimo, invece, dopo 6-12 settimane. Il dolore causato dalla patologia  può ridursi  subito dopo la terapia, per ripresentarsi anche più forte a fine della giornata, nella notte. Il dolore si ridurrà  progressivamente ridursi nei giorni successivi.

Quali sono gli effetti collaterali?

Se eseguita correttamente, la terapia non dà effetti collaterali. Raramente si possono avere dei piccoli ematomi sottocutanei in corrispondenza della zona di trattamento.

Sono efficaci per curare la spina calcaneale?

La spina calcaneare è la deposizione di sali di calcio sull’inserzione tendinea prossimale della fascia plantare, proprio sotto il tallone. Questi cristalli sono una risposta dei tendini alle sollecitazioni. Le onde d’urto agiscono andando a limare i bordi dei sali di calcio, arrotondandoli e rendendoli meno dolorosi.

Si utilizzano sugli atleti?

Le onde d’urto sono largamente impiegate nello sport, per ridurre il dolore e favorire la guarigione di molti disturbi muscolo-scheletrici. Tra questi: fascine plantare, tendinopatia achillea, tendinopatia femore-rotulea, infortuni ai muscoli posteriori della coscia, gomito del tennista, infortuni alla cuffia dei rotatori della spalla.

Quanti cicli di onde d’urto si possono fare? E quanto dura ogni seduta?

Dipende dalla patologia (acuta o cronica). In genere si parla di 1-3 cicli all’anno. Ogni ciclo comprende 3 sedute a cadenza settimanale della durata di circa 15-20 minuti.

Il dolore scompare dopo il ciclo di onde d’urto?

Sì, se risolve la causa che ha determinato la patologia. In caso di tendinopatia achillea, tipica patologia da sovraccarico del runner, se non si interviene su diversi fronti come, ad esempio, la tecnica di corsa, la programmazione degli allenamenti, le calzature e se non si rinforzano i muscoli del treno posteriore con la fisioterapia, il paziente continuerà ad avere dolore durante la pratica sportiva.

 

La terapia viene somministrata sulla base di una prescrizione medica.

Per informazioni e appuntamenti:

Tel 035.218238; [email protected]

 

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